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mercoledì 28 novembre 2007

Trasloco finito

Mi hanno fatto notare che non ho segnalato abbastanza chiaramente il nuovo indirizzo del mio blog, quindi rimedio subito.
vai al sito:



www.fiordisale.it

sabato 11 agosto 2007

Indovina indovinello ...






indovinate un po' cos'è sta diavoleria!


vabbè non ve la faccio lunga, come si vede dall'immagine sotto è un nuovo tipo di grattugina, la sua particolarità? che è semisferica a grana molto piccola. La marca è microplane che potete trovare in rete o nei negozi che hanno un buon assortimento. La grattugia che ho scelto io è la più piccola, per le spezie, difatti ci grattugio l'aglio, la noce noscata, la buccia del solito limone ma se ci scappasse la grattatina di formaggio mica mi stupirei! Il motivo che mi ha spinto a prenderla (oltre all'utilità, intendo) è che sta nel cassetto di posate accanto al piano cottura, assieme ai coltelli per esempio (l'ingombro è identico), quindi ce l'ho sempre a portata di mano!






domenica 15 luglio 2007

Temperaverdure



Ecco un altro attrezzo "indispensabile" (ah ah ah) per la mia raccolta del "mai più senza"!
Quest'aggeggino, che costa dai 3 ai 5 euro, a seconda di dove lo si compra, è una vera schiccheria!
io ad esempio siccome so' particolarmente furba l'ho comprato a Rapallo e l'ho pagato 5 euro, tanto per capirci (sob!). l'uso è facile e veloce, in tempo zero si riesce a guarnire in maniera carina qualunque piatto, insomma il tempo minimo di sbuccià carote e quant'altro e si piazzano come fossero matitine disciplinate nella parte interna... e si temperano. Et voilà tutto lì, non c'è bisogno d'altro per garantirsi una decorazione sciccosissima e pure la pietanza più "dimessa" diventa gioiosa all'occhi!
'mbè? pure l'occhio vuole la sua parte mica vale solo per l'omo quando guarda le cozze ... ahem, volevo dire le donne, le "altre donne" eheheheh!

giovedì 28 giugno 2007

tadatataaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Senza dir niente, con una tecnica stile «cara-esco-a-prender-le-sigarette», ho preso blog, baracca e burattini e mi sono trasferita su http://www.fiordisale.blogspot.com/

Il trasloco è stato lento e faticoso (ho dovuto importare a mano i post - e se per caso si poteva fare in un altro modo per favore non venitemelo a dire ora, potrebbero venirmi le convulsioni nervose) e ancora, in parte, incompleto, ad esempio in certi casi ho buttato via le vecchie foto, fatte con una compatta senzanome e mi sono ripromessa di andare a colmare i vari buchi in corso d'opera, perché mò ho una macchinetta ch'è un bigiù!
eccoqua la mia gioia




In ogni caso ho lasciato altri server e bei ricordi, spero di ricominciare da zero, divertendomi e divertendo.
Il pensiero di avere un server più affidabile dove poter fare i fattacci miei (comprese le mille bozze in corso), o mettere finalmente le categorie (utilissime per un blog che fa la gimcana tra respiri, sapori e sensazioni), o
oh che sia chiaro, non so quanto mi fermerò, per prudenza ho già preso un acount worpress, come ogni buon piano ci vuole sempre l'opzione "b", giusto? (in che film l'ho sentita questa?)
... Tutto deve cambiare, perchè nulla cambi. O no?

mercoledì 14 febbraio 2007

mandolina mon amour

In genere a san valentino ci stanno gli innamorati che portano rose, monscerì e bigiù alle loro belle, ora siccomechè io l'innamorato non ce l'ho, ho pensato bene di coccolarmi (e perché no? colmarmi il vuoto) con l'acquisto di una bella mandolina, che desideravo da millenni. Mica quelle cose plasticate, che si trovano alle fiere, che dopo un quindici giorni non funzionano manco +, makké! Insomma, in fondo è San Valentino, se devo dimostrarmi di volermi bene, tanto vale farlo per bene! Difatti ho comprato la mandolina della Brandani e mi so' svenata, meglio precisà, però devo anche ammettere che per la prima volta in vita mia sono davvero soddisfatta sia dell'uso molto veloce (più di quello che si pensi) sia dei risultati.




questa è la scatolozza compatissima con le 6 lame interscambiabili

qua si vede la facilità per intercambiare le lame




venerdì 26 maggio 2006

Elogio a'n amigo

…All’ Antica Osteria di Vico Palla, nel Porto Antico di Genova, si assaggiano i piatti della nonna di cui parlava Gilberto Govi nelle sue commedie, rivisti con l’estro e la creatività di Maurizio Capurro, giovane giramondo con la passione della cucina e tanta esperienza alle spalle…. non aspettatevi tovaglie in fiandra e cristalli di bohemia, al loro posto troverete una deliziosa tovaglietta in carta con su stampata la poesiola che vi riporto in coda al post, tutta dedicata allo stoccafisso, visto che l'ho appena messo in musica mi pareva il minimo.
Una sera mi trovavo lì a cena con un gruppo di amici di cui faceva parte anche un vecchio compagno delle medie appena ritrovato. Quando Maurizio Capurro venne a "decantare" il menù, feci un commento sul merluzzo prima di ordinare il branda cujun (stoccafiso mantecato con patate, olive, uova e pinoli che un tempo veniva preparato nel mortaio tenuto fermo tra le gambe …… da lì nome). Andrea, saltò su dicendo che il merluzzo, lo stoccafisso e il baccalà non erano lo stesso pesce. Molto pazientemente Maurizio si mise a spiegare che il merluzzo, vero principe della tavola, “si presenta come baccalà quando è conservato sotto sale o come stoccafisso se essiccato all’aria". Grande risata generale, ma la querelle tra la sicumera di Andrea e le mie certezze restava sospesa, finché incappai nella magistrale opera di Mark Kurlansky, giornalista e saggista americano, che ha dedicato a questo argomento un intero libro dal titolo: Merluzzo – Storia del pesce che ha cambiato il mondo (Mondadori), un vero e proprio viaggio alla scoperta di questo pesce e di come abbia determinato importanti fatti storici dai tempi dei Vichinghi ad oggi. Bene. Per la rivincita ho invitato a casa Andrea e lo stesso gruppo di amici preparando una cena a base del mitico pesce iniziando con il branda cujun. Nel frattempo anche il dottore si era preparato e con aria saccente ( che alle medie non aveva ancora sviluppato) ci raccontò che la confusione traeva origine dal fatto che nel Mediterraneo il merluzzo non esiste e per secoli non è stato possibile importarlo fresco, ma solo lavorato. "Da oltre un millennio viene pescato nei mari del Nord e di fronte alla costa orientale dell’America settentrionale da vari popoli – tra cui i Baschi – che sapevano dove trovarlo già prima dei viaggi di Colombo. Queste genti chiamavano il merluzzo con nomi diversi legati in gran parte ai processi di conservazione (ad esempio: stoccafisso dall’olandese stok, il bastone dove venivano legati a due a due i pesci per la coda e appesi ad essiccare, come ancora si fa in Islanda) ". Da quel momento mi autonominai paladina del merluzzo e quando mi chiedono un piatto faccio spesso il branda cujun che mi ha insegnato Maurizio.

ma ora veniamo alla poesiola dialettale

O l'è lungo, o l'è düo,o l'è tosto,o l'è bön se piggiöu in quello postos'o l'è appena-a sciörtio d'in te balle(ma attenziön ch'ö no l'agge e farfalle).
O sta ben cön e sò due oîve(se no sön tanto passe ma vive)E magnificamente o s'adattaS'o ven misso vixin ä patatta.
Ma bezêugna ûn pö mettilo a bagno(fin-a'n föndo, ch'o segge ben stagno)Se capisce ch'o ven fêua mollo,specialmente in t'a zona d'o collo.
Ciò nö toglie ch'o piaxe'n pô a tutte:zôene, vegie, ciù belle o ciù brûtte.A spösinn-a a nö piggia mâi ingïoquande a casa ghe o porta o maïo,
pe-a zitella böccön o l'è ghiotto(anche mollo o ûn pö barzanotto)e scibben ch'a mugugne pe-a spûssa,anche a nonna sdentâ ûn pö a se-o sûssa.
Me ricordo ancön quande mâe poâeö metteiva in tê man a mâe moâeritornando da-o porto in sciö tardi:lê a-o trattava con tûtti i riguardi.
E dixindoghe: -bello o mâe ragno!-a-o metteiva lì, sûbito a bagno.E ä mattinn-a che l'ea ancon scûoA l'ammiava s'o l'ea ancon dûo,
e a ghe dïva: -ti o lasci ancön drento?-e mâe poâe: -Mi saieiva contento,ma n'oriâe ch'o m'andesse in maloa,te ghe-o lascio, ma solo pe'n'oua.
E mâa seû? Me sövven comme vei,no gh'ea verso de fäghelöu piaxei,a no-o pôeiva manco töccâ: -Son segûa che a mi o me fà mâ!
Finn-a quande a s'è feta o galante(ûn portuale lè asci, carenante)ch'o l'aveiva bello grosso e gûstosoe o ghe l'ha regalou d'arescôso.
E chissa, forse pe-a qualitâedifferente da quella d'o poâe,o magara pe o semplice fâetoch'o l'ea quello che lè o gh'aiva dâeto,
o soltanto pe fâlo contento ...fâeto stà che da quello momentoa figgeûa a s'è decisa a assazzâlo, continuando poi sempre a piggialo!
Anche mi da piccin me credeivoch'o dovesse fa mâ e no ne voeivo,ma'na votta ch'aveivo dovüo assazzane ûn tocchetto ho vosciûo...
Li pe li o m'ha dâeto disgusto,poi però gh'o sentîo ûn certo gûstoe da alôa devo dî ch'ö gradiscio...
(a pröpoxito, o l'è o STOCCHEFISCIO!)

domenica 11 settembre 2005

Trattato di culinaria per donne (semi)tristi

Se un giorno ti ammalerai di parole, come a tutti noi succede, e sarai stanca di sentirle, di dirle. Se qualsiasi parola sceglierai ti sembrerà sprecata, senza luce, sminuita. Se avrai la nausea quando senti "orribile" "fantastico" per qualsiasi fatto, non ti curerai, ovviamente, con una zuppa di lettere. Farai quanto segue: cuocerai al dente un piatto di spaghetti che condirai con il sugo più semplice: aglio, olio e peperoncino. Sulla pasta già rimescolata con l’intingolo suddetto, grattugerai uno strato di parmigiano*. Al lato destro del piatto fondo colmo di spaghetti conditi come ho detto, metterai un libro aperto. Al lato sinistro, metterai un libro aperto. Di fronte, un bicchiere pieno di vino rosso secco. Qualsiasi altra compagnia non è consigliabile. Sfoglierai a caso, le pagine dell’uno e dell’altro libro, ma entrambi devono essere di poesia. Solo i buoni poeti ci curano dalla saturazione di parole. Solo il cibo semplice ed essenziale ci cura dai peccati di gola.
[Héctor Abad Faciolince] Trattato di culinaria per donne tristi Sellerio 1997 * Licenza poetica culinaria

giovedì 26 maggio 2005

A propo', ve volevo di'...



Cosa c'è di meglio di un tramonto al porto, ammirando i velieri, per farsi venire la voglia di bloggare un po'?
Ho messo (sto mettendo) un po' di ordine tra le mille righe di html che ho sparso per la rete in questi anni, sto pure facendo l'inventario di tutti gli appunti di ricette che ho dimenticato qua e là, l'impresa mi pare di quelle impossibili, ma tutto sommato ce la possiamo fare.

Prima d'iniziare vorrei ringraziare tutti gli amici blogger che mi hanno estasiato ed ispirato in questi anni e che hanno fatto rinascere in me il desiderio di riaprire i libri di htlm e java (dopo ben 8 anni!)... oltre, ovviamente a rimettere finalmente ordine nei miei appunti di ricette sparsi per casa. Grazie a tutti gli altri blogger! Voglio che sappiate che vi sono grata di esistere.

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    Jan 22, 2005

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